Per conoscere bene una persona

febbraio 11, 2018 - Una Risposta

Ricordo tempo fa di aver letto che Anna Frank avrebbe scritto

per conoscere bene una persona devi averci litigato seriamente almeno una volta

Ci penso perché con la “mia lei” ci ho litigato seriamente, e in effetti è venuto fuori un comportamento…. da prendere in seria considerazione.

Ma mi chiedo, le cose stanno veramente come dice Anna Frank? Perché nelle discussioni siamo noi fino a un certo punto, magari siamo alterati e poi ci accorgiamo che certe cose non avremmo voluto dirle.

Ebbene, personalmente credo che una litigata con qualcuno ci dica effettivamente qualcosa di più di lui, certo non tutto.

 

Ps: per la cronaca, non le ho più scritto, sto ancora rileggendo messaggi e riflettendo sul mio/suo comportamento e non so nemmeno se faccio bene

Annunci

… cosa successe

gennaio 29, 2018 - 3 Risposte

cosa successe, la seconda parte del titolo del mio blog.
Già, cosa successe da un certo momento in poi quando le cose andavano cordialmente?
Adesso (credo) mi è chiaro, e forse non sceglierei più lo stesso titolo.
Successe che la spaventai. Non volontariamente, sia chiaro.
L’ho già scritto, la spaventai perché avevo cercato sul web di lei e glielo dissi anche. Ancora oggi da un lato penso che era normale che cercassi di lei, personaggio noto.
Ma non conoscevo le sue paure, per le quali reagì in modo non dico esagerato ma neanche così normale.
Mi spiegò! Io non capii del tutto.
Quello fu un mio errore, compreso del tutto forse solo adesso.
Da quella volta il nostro rapporto, beh sì la nostra conoscenza, non fu più la stessa.
In fondo non successe niente di così strano, non la capii e i rapporti si deteriorarono.

Nel frattempo non le ho scritto, ci sono vari punti su cui sto riflettendo.

La riservatezza (le sto per riscrivere)

gennaio 25, 2018 - 5 Risposte

Lettera

È un po’ difficile scrivere omettendo dei dettagli, comunque ci provo.

I nostri rapporti andavano abbastanza bene finché c’è stato un problema con la riservatezza. Una cosa un po’ curiosa, nel senso che se io trovo in giro una cosa che ti riguarda e te lo dico, non mi aspetto che tu ti arrabbi. Invece successe più o meno così.
Il punto, capito in realtà a posteriori, è che per quello si spaventò, si spaventò cioè che uno cercasse cose su google, ma con un personaggio un po’ noto tale comportamento non lo giudicherei così strano.

Mi disse di essere riservata, spiegandomi che intendeva riservata non nel senso di “chiusa” ma nel senso che voleva decidere lei cosa far vedere di lei, e invece quella cosa che avevo trovato l’avevano pubblicata a sua insaputa.

Io non capii bene quella volta, sulla riservatezza, e quando la ritrovai, tempo dopo, a pubblicare un sacco di roba sui social network, un po’ mi arrabbiai, e le dissi che non mi sembrava riservatezza quella, e nacque una lunga discussione che rovinò definitivamente i rapporti.

Le starei per scrivere che finalmente ho capito cosa voleva dire la prima volta con il suo dire di essere riservata, chiedendole se potrà perdonare il mio comportamento di quella volta. Lo faccio dopo aver rivisto i fatti dalla sua parte, lo faccio dopo aver ripensato al piccolo principe e alla famosa frase “l’essenziale è invisibile agli occhi”, intendendo che sebbene abbia visto di lei varie cose che non mi piacciono, l’idea iniziale di lei non mi ha mai abbandonato, ed è a quella lei che mi rivolgo.

Non sono del tutto convinto di quello che vado a fare, la mail è pronta, ma ho il dubbio di essere in un periodo di bassa autostima e di cercare il suo perdono per quello.

Mi chiedo cosa voglio ottenere, mi chiedo se vorrei riaprire i contatti veramente, ma in effetti molte cose che ho visto di lei hanno un po’ rovinato quella stupenda idea di lei che avevo all’inizio. È come se pensassi a lei quasi come persone distinte, sarà forse perché non la conosco di persona.
Mi dà fastidio essermi lasciato male con una persona quando un motivo vero e profondo non c’era, forse voglio solo sistemare questo saluto.

Beh, ci rifletto ancora un po’.

Il dentro e il fuori

gennaio 20, 2018 - 4 Risposte

il_piccolo_pirnicpe

 

In questi giorni l’ho ripensata, e certo con tutte le pubblicità che fa scordarmela non è facile.
Qualche giorno fa ho visto Il piccolo principe, il film di animazione.
E una delle frasi più famose citate è stata “L’essenziale è invisibile agli occhi“.
Lei mi disse che vedevo oltre, che avevo visto delle sfumature di lei che nemmeno lei vedeva, e io non vi dico quanto fui felice per quelle parole.
Ma una persona può essere tanto diversa dentro e fuori?
Con me era stata gentile, parole carine, poi dopo un po’ l’ho ritrovata per esempio vestire volgare, e insomma mi chiedo ancora oggi, come è possibile tutto questo?
Mi chiedo chi sia effettivamente lei, ecco.
E non potrò saperlo, e finché non risolverò queste questioni in qualche modo ogni tanto mi torneranno in testa.
In effetti, la gentilezza è possibile coesista anche con la volgarità, anche se sono due cose rappresentative di ambiti opposti…
Capire quanto io la abbia compresa è importante per me anche per soppesare diversamente le sue parole. Nonostante però abbia visto della volgarità in lei a momenti penso più a quello che mi piaceva di lei, ma a me la volgarità non piace proprio, e allora?
Allora penso che l’ho idealizzata e che scalfire quell’idea gioiosa di lei è difficile. Già, una cosa che sapeva fare era esprimere la gioia.

C’era una volta un blog

ottobre 11, 2017 - Leave a Response

Non lo so come, ma stasera ho sentito la voglia di rivedere Harry ti presento Sally, e ho ripensato a lei, cioè non lo so se prima o dopo, ma ho pensato che riprenderò in mano il suo blog, che a suo tempo stampai.
Sentivo, mi ricordo, qualcosa di particolare dalle sue parole, come raramente mi è capitato. Come minimo, è brava a scrivere, quello sì.
E poi ripenso alla storia e considero evidentemente, stasera, non così gravi i fatti accaduti, eppure alcuni lo sono.
Il cuore, già, il cuore, ma non mi lascerò andare facilmente a riscriverle, per questo sto forse scrivendo qui. Ma il blog, sì, credo che lo riprenderò in mano.

Dove (non) cercare la felicità

settembre 30, 2017 - 3 Risposte

Paolo Coelho su Facebook stasera ha scritto

Non cercare di trovare la felicità nello stesso posto dove l’hai persa.

Questo l’ho interpretato, pensando a lei, come “non cercare quella felicità che avevi con lei là dove l’hai persa, cioè sempre con lei”.

Beh, era un momento pessimistico, comunque è vero, nella vita ci sono molte opportunità e tornare dove abbiamo perso la felicità tentando di ritrovarla lì a volte può essere complicato e forse anche sbagliato.

Di Coelho ho letto L’alchimista e il Manuale del guerriero della luce, entrambi mi sono piaciuti, ci sono dei bei messaggi anche se alcuni del Manuale vanno un po’ interpretati nel giusto senso

Lo spostamento

settembre 20, 2017 - 5 Risposte

push-150175_960_720.png

L’altra sera ascoltavo Dee Notte, il programma di Radio Deejay, quando hanno accennato allo spostamento. Parliamo di psicologia.
Da wikipedia leggo:

[…]
Esso ha luogo quando un dato investimento (pulsione) oggettuale viene diretto dalla sua fonte iniziale verso una meta (secondaria) che possa attutire l’ansia generata verso l’oggetto iniziale a cui è diretto l’investimento
[…]

La situazione che descrivevano a Dee Notte è quando senti di voler scrivere a qualcuno per dirgli “mi manchi”, ma in realtà non lo vuoi fare veramente! È cioè, come dice la definizione, una specie di sfogo per un’altra questione, come, che so, una preoccupazione per il lavoro.

Più volte ho pensato di scriverle “mi manchi”. Ma varie di quelle volte, mi sono reso conto frenandomi, non credo fossero veramente per lei, ma fossero quello che ora conosco come spostamento.
Una volta ero più impulsivo, poi, imparando l’uso delle bozze :), le cose sono migliorate e praticamente tutti i mi manchi non sono partiti.

Ma mi manca, sì, in questo momento, così senza pensarci. Poi se penso a tutta la storia mi manca di meno. In fondo siamo anche razionalità, e non dovrei sentirmi a disagio a valutare razionalmente il rapporto che c’è stato con lei, eppure più volte mi sono sentito quasi colpevole di non seguire solo il cuore.
Non lo farò, so che è un errore.

Trovo un po’ cupa quell’immagine che ho scelto per lo spostamento, ma era una delle migliori 🙂

 

Può una voce

settembre 14, 2017 - 10 Risposte

Può una voce attrarre così tanto?
Perché ho problemi a dimenticarla: perché è la voce di importanti pubblicità, ora ve l’ho detto. E io me la ritrovo nei momenti più impensati lì, con la sua voce meravigliosa.
Ecco perché mi piacque tanto, non era solo il blog, sapevo quale era la sua voce.
La voce esprime tantissimo di noi, altro che le parole scritte, eppure dalla sua voce trassi delle conclusioni che a quanto pare erano errate. Anche perché se senti qualcuno che parla per professione magari non si lascia andare ad espressioni che usa tutti i giorni.
Ma non era questione di espressioni, ero convinto di conoscerla dal suono della sua voce, dalla profondità, dalla gioia che sentivo.
Sognai la sua voce una notte, l’indomani le scrissi per la prima volta.
Beh, come l’apparenza inganna, bisogna stare attenti anche con la voce. Eppure dei tratti credo di averli colti correttamente.

Ogni tanto la penso

agosto 16, 2017 - Leave a Response

Ogni tanto la penso, come stasera, quando mi sono messo a vedere un film. La penso perché mi disse qualcosa di simile a “potremmo parlare di libri e film” – ma non era proprio così, comunque il concetto era quello. Beh in effetti per conoscere qualcuno senza essere troppo invadenti si può partire da quello.
E mi rattristo un po’, pensando che poi di libri e film non abbiamo avuto modo di parlarne, sopraggiungendo le discussioni.

Ma mi rattristo meno di quando l’ultima volta ho scritto l’ho persa, e anzi ecco meglio un post dal titolo meno pesante, se così vogliamo dire.
Ah, il film che ho visto era “The Walk”, la storia dell’attraversamento su filo delle torri gemelle da parte di Philippe Petit, un funambolo. All’inizio non mi piaceva troppo, poi mi ha anche emozionato, facendomi provare quello che spinge una persona a un’impresa come quella.

Non ci ho ancora ripensato per bene a tutta la storia, ma il fatto è che non ne ho al momento le energie, e mi chiedo se abbia davvero senso controllare quanto io sia stato invadente. Non andava bene nemmeno che commentassi fatti che loro (già, lei e lui)  rendevano pubblici, scrivendo su delle bacheche pubbliche. Beh, ci penserò, lei aveva anche dei motivi per comportarsi così, ma io me ne sono prese di tutti i colori.

L’ho persa

agosto 1, 2017 - Una Risposta

“L’ho persa”, mi vedevo questa scritta campeggiare su un grosso cartellone ieri sera poco prima di andare a letto.
Persa pensato come forse mai prima. Ed è successo vedendo una foto di lei che stava male, ripensando a tutte le discussioni che in qualche modo provocai e che probabilmente non le fecero bene.
Mi sto chiedendo quanto abbia colpa, perché tutte quelle discussioni venivano dall’essersi dichiarata riservata nel momento, precedente, in cui mi allontanava. Ed essermi accorto, invece, che così riservata non lo era.
Se le avessi voluto bene veramente probabilmente quelle discussioni le avrei accantonate, ma alla fine che io non le abbia voluto bene veramente è anche normale, perché volere bene a chi non hai mai incontrato non è una cosa facile.
Per certi versi un po’ di bene gliene ho voluto, ma ci sarebbe da raccontare altro e ora non mi pare il caso.
L’ho persa… già, ma uno perde qualcosa che raggiunge, e mi chiedo se la “raggiunsi” mai.
Difficile da dire, certe cose le diceva solo quando vedeva che il tutto stava per finire.
Capire quanto ho sbagliato, capire cosa era giusto fare, ecco quello che mi rimarrebbe da fare, ma al momento le energie per questo sono poche, si vedrà.