Conclusioni (l’inizio)

maggio 13, 2018 - Leave a Response

Intanto perché “l’inizio”… perché so già che altre conclusioni verranno, e allora faccio come si fa coi film 🙂

Cosa ho concluso… ho concluso che a volte ho voluto rinnegare tutto quello che la mia idealizzazione mi diceva, ma sbagliavo. Il punto è che lei, come tutti, ha dei pregi e dei difetti, i pregi non potranno non mancarmi. Ma i difetti mi dicono che non è la persona giusta.

Che poi è strano, in genere delle persone piace l’esteriorità e poi magari non ti piace l’interiorità, qui con un “rapporto a distanza” è stato il contrario, anche se l’esteriorità l’ho vista solo dai social.

Mi rendo conto che forse non è nemmeno giusto parlare così di chi non può dire la sua, ma per onestà di cronaca vi dirò che con lei il mio comportamento per certi versi non è stato il migliore che potevo avere. Con altri non mi è successo, ma ho pensato che forse ho reagito a certi atteggiamenti, a certe frasi, tipo “spegni il cervello”, che hanno portato in me un comportamento opposto.

Perché alla fine, paure a parte, è stato tutto lì, lei che posta delle foto con uno che chiama amico ma che sta con lei in camera in accappatoio, io che le faccio notare che non è una cosa così riservata come lei si era definita! E lei che nega fino alla fine, con me che invece porto più “prove” leggendo i loro profili.

È che, forse l’ho già scritto, ero stato quattro mesi senza una sua risposta per una lite in cui mi aveva detto che era riservata, e tutta quella riservatezza poi non l’ho più vista, e me ne sono lamentato. Lei disse che per riservatezza intendeva che non voleva che altri postassero roba sua, come era accaduto, io, questo è vero, ho poi capito questa interpretazione solo dopo, poco tempo fa praticamente.

Forse, me ne rendo conto proprio adesso, il vero fulcro di tutto è stato quello. Mi dispiace, anche se certo proprio riservatezza in senso stretto non la chiamerei.

Penso di inviarle una specie di messaggio conclusivo quando avrò capito bene tutto quello che è successo, questo potrei scriverlo. Ma a chi, mi chiedo? A chi mi ha comunque detto “spegni il cervello” (che sennò ti va in fumo, più o meno mi pare mi disse pure questo). Già, a chi? Non lo so più.

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Può una persona mancare per metà?

marzo 23, 2018 - 5 Risposte

Credo che le riscriverò, ma credo che quello sarà forse l’ultimo messaggio, e sto aspettando di capire bene tutto quello che è successo prima di scrivere.

In quel messaggio vorrei tra le altre cose scrivere che mi manca, ma mi manca una parte di lei, quella non eccessiva, ma… mi chiedevo, ha senso ciò?

Possiamo cioè dire che ci manca solo una parte di qualcuno? Secondo me più no che sì, cioè puoi apprezzare certe caratteristiche o meno, ma mancare secondo me o manchi o non manchi.

Fatto sta che mi manca la lei di certi momenti, quando era spiritosa, quando ci teneva al rispetto, ma certe altre lei in effetti non mi mancano, no, proprio per niente.

Questo mi aiuta nella mia idealizzazione che era fortissima e che mi segue ancora, per fortuna! 🙂

Un saluto a tutti

Per conoscere bene una persona

febbraio 11, 2018 - Una Risposta

Ricordo tempo fa di aver letto che Anna Frank avrebbe scritto

per conoscere bene una persona devi averci litigato seriamente almeno una volta

Ci penso perché con la “mia lei” ci ho litigato seriamente, e in effetti è venuto fuori un comportamento…. da prendere in seria considerazione.

Ma mi chiedo, le cose stanno veramente come dice Anna Frank? Perché nelle discussioni siamo noi fino a un certo punto, magari siamo alterati e poi ci accorgiamo che certe cose non avremmo voluto dirle.

Ebbene, personalmente credo che una litigata con qualcuno ci dica effettivamente qualcosa di più di lui, certo non tutto.

 

Ps: per la cronaca, non le ho più scritto, sto ancora rileggendo messaggi e riflettendo sul mio/suo comportamento e non so nemmeno se faccio bene

… cosa successe

gennaio 29, 2018 - 3 Risposte

cosa successe, la seconda parte del titolo del mio blog.
Già, cosa successe da un certo momento in poi quando le cose andavano cordialmente?
Adesso (credo) mi è chiaro, e forse non sceglierei più lo stesso titolo.
Successe che la spaventai. Non volontariamente, sia chiaro.
L’ho già scritto, la spaventai perché avevo cercato sul web di lei e glielo dissi anche. Ancora oggi da un lato penso che era normale che cercassi di lei, personaggio noto.
Ma non conoscevo le sue paure, per le quali reagì in modo non dico esagerato ma neanche così normale.
Mi spiegò! Io non capii del tutto.
Quello fu un mio errore, compreso del tutto forse solo adesso.
Da quella volta il nostro rapporto, beh sì la nostra conoscenza, non fu più la stessa.
In fondo non successe niente di così strano, non la capii e i rapporti si deteriorarono.

Nel frattempo non le ho scritto, ci sono vari punti su cui sto riflettendo.

La riservatezza (le sto per riscrivere)

gennaio 25, 2018 - 5 Risposte

Lettera

È un po’ difficile scrivere omettendo dei dettagli, comunque ci provo.

I nostri rapporti andavano abbastanza bene finché c’è stato un problema con la riservatezza. Una cosa un po’ curiosa, nel senso che se io trovo in giro una cosa che ti riguarda e te lo dico, non mi aspetto che tu ti arrabbi. Invece successe più o meno così.
Il punto, capito in realtà a posteriori, è che per quello si spaventò, si spaventò cioè che uno cercasse cose su google, ma con un personaggio un po’ noto tale comportamento non lo giudicherei così strano.

Mi disse di essere riservata, spiegandomi che intendeva riservata non nel senso di “chiusa” ma nel senso che voleva decidere lei cosa far vedere di lei, e invece quella cosa che avevo trovato l’avevano pubblicata a sua insaputa.

Io non capii bene quella volta, sulla riservatezza, e quando la ritrovai, tempo dopo, a pubblicare un sacco di roba sui social network, un po’ mi arrabbiai, e le dissi che non mi sembrava riservatezza quella, e nacque una lunga discussione che rovinò definitivamente i rapporti.

Le starei per scrivere che finalmente ho capito cosa voleva dire la prima volta con il suo dire di essere riservata, chiedendole se potrà perdonare il mio comportamento di quella volta. Lo faccio dopo aver rivisto i fatti dalla sua parte, lo faccio dopo aver ripensato al piccolo principe e alla famosa frase “l’essenziale è invisibile agli occhi”, intendendo che sebbene abbia visto di lei varie cose che non mi piacciono, l’idea iniziale di lei non mi ha mai abbandonato, ed è a quella lei che mi rivolgo.

Non sono del tutto convinto di quello che vado a fare, la mail è pronta, ma ho il dubbio di essere in un periodo di bassa autostima e di cercare il suo perdono per quello.

Mi chiedo cosa voglio ottenere, mi chiedo se vorrei riaprire i contatti veramente, ma in effetti molte cose che ho visto di lei hanno un po’ rovinato quella stupenda idea di lei che avevo all’inizio. È come se pensassi a lei quasi come persone distinte, sarà forse perché non la conosco di persona.
Mi dà fastidio essermi lasciato male con una persona quando un motivo vero e profondo non c’era, forse voglio solo sistemare questo saluto.

Beh, ci rifletto ancora un po’.

Il dentro e il fuori

gennaio 20, 2018 - 4 Risposte

il_piccolo_pirnicpe

 

In questi giorni l’ho ripensata, e certo con tutte le pubblicità che fa scordarmela non è facile.
Qualche giorno fa ho visto Il piccolo principe, il film di animazione.
E una delle frasi più famose citate è stata “L’essenziale è invisibile agli occhi“.
Lei mi disse che vedevo oltre, che avevo visto delle sfumature di lei che nemmeno lei vedeva, e io non vi dico quanto fui felice per quelle parole.
Ma una persona può essere tanto diversa dentro e fuori?
Con me era stata gentile, parole carine, poi dopo un po’ l’ho ritrovata per esempio vestire volgare, e insomma mi chiedo ancora oggi, come è possibile tutto questo?
Mi chiedo chi sia effettivamente lei, ecco.
E non potrò saperlo, e finché non risolverò queste questioni in qualche modo ogni tanto mi torneranno in testa.
In effetti, la gentilezza è possibile coesista anche con la volgarità, anche se sono due cose rappresentative di ambiti opposti…
Capire quanto io la abbia compresa è importante per me anche per soppesare diversamente le sue parole. Nonostante però abbia visto della volgarità in lei a momenti penso più a quello che mi piaceva di lei, ma a me la volgarità non piace proprio, e allora?
Allora penso che l’ho idealizzata e che scalfire quell’idea gioiosa di lei è difficile. Già, una cosa che sapeva fare era esprimere la gioia.

C’era una volta un blog

ottobre 11, 2017 - Leave a Response

Non lo so come, ma stasera ho sentito la voglia di rivedere Harry ti presento Sally, e ho ripensato a lei, cioè non lo so se prima o dopo, ma ho pensato che riprenderò in mano il suo blog, che a suo tempo stampai.
Sentivo, mi ricordo, qualcosa di particolare dalle sue parole, come raramente mi è capitato. Come minimo, è brava a scrivere, quello sì.
E poi ripenso alla storia e considero evidentemente, stasera, non così gravi i fatti accaduti, eppure alcuni lo sono.
Il cuore, già, il cuore, ma non mi lascerò andare facilmente a riscriverle, per questo sto forse scrivendo qui. Ma il blog, sì, credo che lo riprenderò in mano.

Dove (non) cercare la felicità

settembre 30, 2017 - 3 Risposte

Paolo Coelho su Facebook stasera ha scritto

Non cercare di trovare la felicità nello stesso posto dove l’hai persa.

Questo l’ho interpretato, pensando a lei, come “non cercare quella felicità che avevi con lei là dove l’hai persa, cioè sempre con lei”.

Beh, era un momento pessimistico, comunque è vero, nella vita ci sono molte opportunità e tornare dove abbiamo perso la felicità tentando di ritrovarla lì a volte può essere complicato e forse anche sbagliato.

Di Coelho ho letto L’alchimista e il Manuale del guerriero della luce, entrambi mi sono piaciuti, ci sono dei bei messaggi anche se alcuni del Manuale vanno un po’ interpretati nel giusto senso

Lo spostamento

settembre 20, 2017 - 5 Risposte

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L’altra sera ascoltavo Dee Notte, il programma di Radio Deejay, quando hanno accennato allo spostamento. Parliamo di psicologia.
Da wikipedia leggo:

[…]
Esso ha luogo quando un dato investimento (pulsione) oggettuale viene diretto dalla sua fonte iniziale verso una meta (secondaria) che possa attutire l’ansia generata verso l’oggetto iniziale a cui è diretto l’investimento
[…]

La situazione che descrivevano a Dee Notte è quando senti di voler scrivere a qualcuno per dirgli “mi manchi”, ma in realtà non lo vuoi fare veramente! È cioè, come dice la definizione, una specie di sfogo per un’altra questione, come, che so, una preoccupazione per il lavoro.

Più volte ho pensato di scriverle “mi manchi”. Ma varie di quelle volte, mi sono reso conto frenandomi, non credo fossero veramente per lei, ma fossero quello che ora conosco come spostamento.
Una volta ero più impulsivo, poi, imparando l’uso delle bozze :), le cose sono migliorate e praticamente tutti i mi manchi non sono partiti.

Ma mi manca, sì, in questo momento, così senza pensarci. Poi se penso a tutta la storia mi manca di meno. In fondo siamo anche razionalità, e non dovrei sentirmi a disagio a valutare razionalmente il rapporto che c’è stato con lei, eppure più volte mi sono sentito quasi colpevole di non seguire solo il cuore.
Non lo farò, so che è un errore.

Trovo un po’ cupa quell’immagine che ho scelto per lo spostamento, ma era una delle migliori 🙂

 

Può una voce

settembre 14, 2017 - 10 Risposte

Può una voce attrarre così tanto?
Perché ho problemi a dimenticarla: perché è la voce di importanti pubblicità, ora ve l’ho detto. E io me la ritrovo nei momenti più impensati lì, con la sua voce meravigliosa.
Ecco perché mi piacque tanto, non era solo il blog, sapevo quale era la sua voce.
La voce esprime tantissimo di noi, altro che le parole scritte, eppure dalla sua voce trassi delle conclusioni che a quanto pare erano errate. Anche perché se senti qualcuno che parla per professione magari non si lascia andare ad espressioni che usa tutti i giorni.
Ma non era questione di espressioni, ero convinto di conoscerla dal suono della sua voce, dalla profondità, dalla gioia che sentivo.
Sognai la sua voce una notte, l’indomani le scrissi per la prima volta.
Beh, come l’apparenza inganna, bisogna stare attenti anche con la voce. Eppure dei tratti credo di averli colti correttamente.